mercoledì 7 dicembre 2016

Libro di NOVEMBRE - La vita felice - Elena Varvello

Buongiorno blogger, eccomi qui con colpevole ritardo, figlio della mia indomita pigrizia e non delle solite cavallette o tight in tintoria.

Il post del mese scorso è stato scritto con le elezioni americane sullo sfondo, questo a pochi giorni dal referendum costituzionale. Viviamo epoca di grandi cambiamenti, e questi sono sempre in meglio per gli ottimisti e in peggio per i pessimisti. Solo ai veggenti è dato sapere cosa avverrà, ma difficilmente se ne trovano o si pronunciano. Restiamo con le ns convinzioni su quel che sarà domani, pur essendo cresciuti sapendo che: "...di doman non v'è certezza, chi vuol esser lieto sia...",  increduli diamo dello stupido a chi non vede il ns stesso evidente futuro.  Mah... qualcosa non torna.
Torniamo invece alla natura di questo ns personalissimo e piccolissimo spazio nella blogosfera e parliamo un po' del libro del mese.
Si può riassumere in due parole: ansia & dolore.
Tutto qui direte voi, mica posso cavarmela in questo modo, dai su, uno sforzo, dicci qualcosa in più.
Trama: normale famiglia dei nostri tempi... padre, madre, figlio.
Luogo: piccolo paesino di provincia.
Eventi: padre perde il lavoro e con esso il senno. Non tutto, quel tanto che basta da renderlo inquietante, soprattutto pensando al figlio adolescente che deve viverci ogni giorno insieme e convivere con questo stato mentale instabile.
"E la madre?" direte voi (pazienza, fra qualche riga la troviamo).
E' del figlio la voce narrante e l'inquietudine trasuda nel racconto come sangue dalle pareti dell'Overlook hotel.
Le due parole scelte per riassumere il romanzo non sono gli unici temi, troviamo anche:
la solitudine (di due tipi: adolescenziale e quella nei problemi)
l'amore vietato e impossibile (un estremista potrebbe definire pedofilia tutto ciò. Non vi dico fra chi, non state leggendo Chi).
l'amicizia (e la sua importanza nel creare una parte delle fondamenta della ns persona)
la pazzia (ma questo l'ho già detto... i pazzi sono ossessivi e ripetitivi)
L'innocenza disconosciuta dei figli per le colpe dei padri.
La madre... è un enorme punto interrogativo, non sono riuscito a capire se fosse molto debole o molto forte. Proprio vero, se non si fa lo stesso cammino nei mocassini altrui non si può proprio giudicarne il viaggio.


Voto 8

un lettore

p.s.: buone feste :-)





mercoledì 16 novembre 2016

Libro di OTTOBRE - Americanah - Chimamanda Ngozi Adichie

Buon giorno cari bloggers, per il mese di ottobre si è proposta una rosa di libri che parlasse d'america, la scelta è caduta su Americanah. Farsi raccontare l'america da un africana è un modo come un altro d'approfondire una realtà così contraddittoria. Siamo vicino alla votazione del presidente americano, fra tre giorni rispetto alla stesura di questo post. L'america sceglie il suo presidente e il mondo lo subisce. Dovranno scegliere fra Trump (il male per l'america) o Hillary (il male per il mondo).
Per una volta, da italiani, non invidiamo i politici altrui, anche questo un evento epocale.
Abbandoniamo le divagazioni sull'attualità, torniamo al ns libro.

Un romanzo che racconta una vita, ed in minima parte descrive le vite delle persone vicine alla protagonista.
Un romanzo che ci racconta un africa, o meglio, una Nigeria, inattesa.
Di quanto siano globali le emozioni ed i sentimenti umani, anche quelli più negativi.
Il racconto comincia in Nigeria, si sposta in america e si conclude laddove era cominciato.
Quel che piace è la leggerezza e la profondità nella descrizione dei sentimenti.
Piace la sincerità con cui la protagonista descrive ciò che vede nel prossimo.
Una visione reale di una persona. Non di come appare o di come si racconta.
Una descrizione sincera del non detto, la capacità di comprendere le situazioni e i sentimenti, tipica dei sensibili.
In questo scenario generale c'è La storia d'amore.
Si incontrano, si perdono, si ritrovano. Cosa faranno?
Si può riallacciare un filo spezzato molti anni prima, un filo sostituito da altri fili?
Si ha la forza o la volontà di recidere questi ultimi?
Qual è la cosa giusta da fare?
Probabilmente non esiste un giusto assoluto in questi casi, ma solo quello relativo ad ognuno di noi.
Il finale poteva essere anche essere un qualsiasi altro finale, sarebbe stato comunque plausibile e corretto.
Qualsiasi scelta non era scevra di dolore, per la felicità di qualcuno ci dev'essere il dolore d'altri.
Non c'è abbastanza felicità nel mondo.
La felicità pretende un prezzo da pagare, ed è l'infelicità di qualcun'altro.


voto: 8

Un lettore






giovedì 29 settembre 2016

Libro di SETTEMBRE - Il cappotto della macellaia - Lilia Carlota Lorenzo

Buongiorno cari bloggers, questo mese saliamo sul "piroscafo del tempo" per attraversare oceano e anni per ritrovarci nel 1943 a Palo Santo, pampa argentina, luogo sconosciuto ai più ma ombelico del mondo per i suoi 207 abitanti.
Non tutti li conosceremo, ma solo quelli che gravitano attorno al cappotto della macellaia. Che poi il cappotto non è nemmeno il suo e che poi, lei, non è neanche una macellaia.
Giusto per evitare repentine accuse di "spoiler" sappiate che l'autrice chiarisce subito questo aspetto della vicenda. Forse già a pagina uno (o due, o tre... cmq abbastanza in fretta).
Lo fa quando ci presenta ad uno ad uno i personaggi del racconto, tanto per farci immedesimare nello spirito di Palo Santo, lì, si conoscono tutti, giusto che anche noi, per una maggiore comprensione, ci si immerga nell'essenza di quel tempo e luogo.

L'insoddisfazione regna sovrana, nessuno è contento di quel che è e di quel che ha. Condizione costante della natura umana? Difetto, se non generalizzato, ampiamente diffuso?
L'erba del vicino è sempre più verde, o peggio, nemmeno ci rendiamo conto d'averlo un giardino.
Osservarla così la vita, questa meravigliosa e probabilmente irripetibile avventura, mette tristezza.
Malinconia figlia della consapevolezza dello spreco a cui si assiste, alle volte per futili motivi, dove spesso il superfluo diventa fondamentale e indispensabile, altre dove la debolezza ci crea immaginarie catene che ci legano a luoghi e persone che ci rendono infelici.
Contemporaneamente questi personaggi ci appaiono talmente grotteschi da farli considerare ridicoli.
Di sorriso in sorriso arriviamo al finale, dove scopriamo che non tutto è quel che sembra e che l'assassino che stavamo aspettando ed il suo movente mai l'avremmo immaginato.
Perché aspettiamo un assassino? Perché l'autrice nella dedica iniziale scrive questo:
"A mia madre e a mia nonna,
  che mi hanno raccontato i fatti.
Il paese, l'assassinio, la sarta, il macellaio
e il cappotto sono veramente esistiti.
Il resto é frutto della mia immaginazione".

Una gran bella immaginazione.

Voto 7,5

un lettore




domenica 31 luglio 2016

libro di GIUGNO - La donna del tenente francese - John Fowles

... eccomi eccomi cari blogger, in un ingiustificabile ritardo me ne rendo conto, ma quando doveri e  impegni si sovrappongo bisogna fare una scelta e quando questa è la meno egoistica lodi si dovrebbero elevare alte nel riconoscere il sacrificio del personale per il prossimo.

Ma parliamo un po' di quel che parla il romanzo.
Siam qui per questo, non dimentichiamolo.

Direi che l'argomento principe è la diversità,  intesa come anticonformismo.
Viviamo con il protagonista i suoi tormenti nel sentirsi infelice e inadatto nel mondo che lo circonda.
Se il sapere ci porta al giusto agire, come riconosce il vero sapere? Esistono sempre due saperi, quello della società a cui la massa si conforma e quello interiore che emergendo da profondità sconosciute ci spinge alle volte verso direzioni opposte a quelle ortodosse.
I problemi nascono quando questi non coincidono ed ogni epoca e società produce personaggi simili.
I meno fortunati diventano dei reietti se si mostrano, degli infelici se non lo fanno.
I più deboli dei suicidi
I più forti diventano esempi che fanno evolvere la società, pagando per tutti un prezzo enorme.
Non sempre riconosciuti come tali, pionieri invisibili ai posteri.

Il ns protagonista non ha consapevolezza di tutto ciò, sente solo che la "retta via" non è quella che vuole percorrere e ne acquisisce consapevolezza solo quando trova un suo simile: la donna del tenente francese.
Un altro spirito libero.
Abbiamo bisogno di uno specchio per vederci per quel che siamo?


voto 8
un lettore

martedì 31 maggio 2016

libro di MAGGIO - L'imprevedibile piano della scrittice senza nome - Alice Basso

Buon mese delle rose cari blogger...  

...a differenza di tutti i precedenti post, questo l'ho voluto scrivere non: "appena girata l'ultima pagina", ma qualche giorno dopo, per lasciare sedimentare il racconto e vedere cosa ne restava. 
Dicono che il distacco permetta di percepire con maggior chiarezza. Sarà per questo che le mogli  (o i mariti) vengono a saperlo sempre per ultimi.

L'immagine che ne ho ricavato da utilizzare come analogia è quella del cibo spazzatura.
Lo mangi, ti piace, quasi ti conforta, ti sembra buono, ma poi...  quando mangi del vero cibo, ti rendi conto di quanto era scadente. 
Un artificio... ben fatto, ben presentato, ma pur sempre una parodia. 
La differenza fra una produzione industriale ed una artigianale. 
La differenza fra i quattro salti in padella ed il cibo della nonna. 
La differenza fra il precotto da scongelare nel micronde e ... vabbé dovreste aver capito (altrimenti non sareste lettori di questo blog) ... ma voglio dirlo lo stesso... "un porceddu sardo cotto per ore sottoterra". 

In effetti il libro dura quanto un panino da dedonaldo, in due giorni lo finisci. 
Non il panino, il libro. Il mac in due morsi. 

dai... due parole sul racconto... 
protagonista borderline, sembra Lisbet ma non lo è, l'afferma lei stessa. Tentativo di prendersi in giro e sviare critiche da parte dell'autrice? Può darsi ma anche no. Io opto per il sì. Il primo pensiero che ho avuto è stato; ruffiana.
Non le frega di nulla, ma si interessa a tutto. 
Incontra varia umanità, buoni e cattivi, bianchi o neri, il grigio in questo mondo non esiste. 
E basta, non vi voglio rovinare la sorpresa, o peggio il finale. 

Concludo con un saluto e ringraziamento ad Alice Basso (che non leggerà mai), che ha comunque scritto un libro letto da migliaia di persone, e di questo bisogna comunque renderle merito. 

Questo blog viene letto mediamente da 7 persone, detti (da me) i magnifici 7 .


voto: 5,5 
un lettore 

p.s.: se volete un consiglio per un libro, questo mese sto anche leggendo "trilogia della città di K." 

beh... che ve lo dico a fare ;-) 



martedì 3 maggio 2016

Libro di APRILE - Anna - Niccolò Ammaniti

cari blogger questo mese un cioccolatino. La lettura di questo libro dura più o meno tanto quanto consumarne uno.
Questo per rendere l'idea di quanto poco ci si metta ad arrivare alla fine, la storia è così incuriosente (chissà se passa alla crusca) da rendere impossibile chiudere il libro. 
Ambientato in sicilia, ma potrebbe essere ovunque, tanto la sicilia così come la conosciamo non esiste più, così come il resto del mondo. Siamo in un distopico futuro, senza adulti, con soli bambini e fanciulli che mai lo diverranno. 
Come idea un po' ricorda il signore delle mosche . Dico ciò non avendolo letto e conoscendone solo la trama.
E' tutto breve in questo libro, come il tempo a disposizione della superstite umanità lì rappresentata, come il tempo per leggerlo (ancora?), come questo post. 
Questo mese più che un vago commento lascio un consiglio: da leggere. 


voto: 7,5 


un lettore 


giovedì 31 marzo 2016

Libro di MARZO - L'amore é un difetto meraviglioso - Graeme Simsion

Buona primavera cari blogger, che la stagione più bella vi sia lieta, l'inizio da questa parti è sul brutto andante, bando ai piagnistei e veniamo alla ns lettura.

Per chi conosce e ama Sheldon Cooper, ritroverà (forse) con piacere un suo simile fra le pagine.
Per chi conosce e non ama Sheldon (sei una brutta persona e non ti voglio conoscere), proverà (forse) lo stesso fastidio nel ritrovarlo fra queste pagine.
Per chi lo non conosce (ma come state messi, va bene che la vita é dura e tutto si può giustificare, ma qui si esagera), questo racconto avrà sicuramente un sapore diverso rispetto alle altre due categorie.

I più arguti avranno sicuramente intuito fra i laconici indizi iniziali a quale categoria appartengo e la domanda successiva sarà: allora?

Mi spiace, ma non ci siamo, Sheldon è Sheldon, il voler proporre un personaggio protagonista che sia nulla più di una stentata imitazione del ns eroe è a dir poco oltraggioso, nonché fastidioso.

Ipotizziamo per assurdo, solo per un attimo, che l'autore non abbia scopiazzato lo Sheldon-topos, anzi che sia a lui completamente sconosciuto (già che stiamo ipotizzando, magari è vissuto sull'ISS negli ultimi anni), anche in questo caso il giudizio non cambia.
Pur apprezzandone l'immensa umanità, innocenza, candore, integrità, la sua conversione è troppo repentina, ingiustificabile. E non venitemi a dire che l'amore è l'arma più potente che il genere umano abbia a sua disposizione, che tutto può e nulla lo ferma.
Stiamo parlando di uno Sheldontipo, la sua anima fragile è stata protetta dal mondo esterno con la muraglia cinese costruita delle sue abitudini. Ogni suo impegno, ogni sua azione, ogni sua scelta è un mattone a difesa della sua inadatta anima a questo mondo di regole a lui sconosciute.
Qui si ipotizza un amore tempesta, tornado, ciclone, distruttore della fortezza. Lo stupido con l'ombrello (ultimo tentativo di protezione) a contemplare il panorama distrutto e a chiedersi se il castello avesse mai avuto un senso e soprattutto cosa fare.
Va bene la finzione narrativa, ma qui si sfiora la fantascienza.
Va bene lo ammetto, ho comunque tarato il giudizio sulla Sheldonscala. Non è stato onesto in fondo.

Buona lettura.


Voto 5
un lettore

martedì 15 marzo 2016

libro di FEBBRAIO - La meccanica del cuore - Mathias Melzieu

Salutazioni cari blogger, il 2016 promette bene.

Si è cominciato con una favola che sembra partorita dalla penna di Stefano Benni o dalla mente di Tim Burton.
In base al vostro background (ma che parole uso? mannaggia a me).

In una notte buia e tempestosa nasce Jack, nasce nella notte più fredda dell'anno, del mondo, il suo piccolo cuore è ghiacciato. 
La sua fortuna ha forma di levatrice, donna strana ed emarginata, una maga, o strega se preferite. 
Se il cuore non funziona si provvede con una protesi, meglio di un cucù ella non trova e così il piccolo Jack cresce con un orologio nel petto, una chiave per caricarlo ogni sera in tasca e una strega levatrice come madre adottiva e adulto di riferimento. 
E con severe regole che mamma gli ha dato per preservarlo:
UNO, non toccare le lancette 
DUE, domina la rabbia
TRE, non innamorarti 
troppo fragile questo cuore, non resisterebbe all'infinita emozione dell'amore, la meccanica del cuore andrà in pezzi. 

beh... ma vogliamo una favola senza amore?  Non noi sapiens!
Ecco allora l'incontro fra Jack e Miss Acacia ... 
... e vissero felici e contenti (?) beh... questo va appurato leggendo. 
Ci sono cose che vanno scoperte sulla propria pelle, come la risposta dopo una dichiarazione (restando in tema d'amore). 


voto 8,5
un lettore 

p.s.: per me l'orologio rappresenta l'ego
(resti fra noi) 

venerdì 19 febbraio 2016

MANGIALIBRO - CLASSIFICA 2015

Buon anno cari blogger, scusate il ritardo, ecco la classifica dello scorso anno del club...


TITOLOAUTOREVOTOMESE
IN FUGAALICE MUNRO7,80MAGGIO
LA REGOLA DELL'EQUILIBRIOGIANRICO CAROFIGLIO7,43MARZO
VERGINE GIURATAELVIRA DONES6,79APRILE
IL GIGANTE SEPOLTOKAZUO JSHIGURO6,64NOVEMBRE
FINZIONIJORGE LUIS BORGES6,5OTTOBRE
LA RAGAZZA DEL TRENOPAULA HAWKINS6,43SETTEMBRE
LA STRANEZZA CHE HO NELLA TESTAORHAN PAMUK6,07DICEMBRE
BELLEZZA E TRISTEZZAKAWABATA YASUNARI6GIUGNO
PAURA DI VOLAREERIKA JONG4,07FEBBRAIO







commenti: speriamo in meglio nel 2016.



domenica 14 febbraio 2016

CLASSIFICA 2015

Buon anno cari blogger, come da tradizione, ecco la mia personalissima classifica dell'anno appena trascorso...



TITOLOAUTOREVOTOMESE
VERGINE GIURATAELVIRA DONES9APRILE
LA RAGAZZA DEL TRENOPAULA HAWKINS8,5SETTEMBRE
BELLEZZA E TRISTEZZAKAWABATA YASUNARI7,5GIUGNO
FINZIONIJORGE LUIS BORGES7OTTOBRE
IL GIGANTE SEPOLTOKAZUO ISHIGURO7NOVEMBRE
PAURA DI VOLAREERIKA JONG6,5FEBBRAIO
LA REGOLA DELL'EQUILIBRIOGIANRICO CAROFIGLIO6MARZO
LA STRANEZZA CHE HO NELLA TESTAORHAN PAMUK5DICEMBRE
IN FUGAALICE MUNRO5MAGGIO







Commenti... 
- rispetto al 2014, è stato un anno decisamente peggiore, media voti molto più bassa conferma la mia impressione generale, i libri del 2015 mi sono piaciuti meno rispetto a quelli dell'anno precedente.
- ripensando ai libri e ai voti, rivedrei qualcosa:
  - il secondo posto è immeritato, oggi gli darei un 5.
  - il primo posto si può confermare, ma con un 8.
  - paura di volare, scivola in penultima posizione con un 5.
il che porterebbe ad un totale di 4 libri su 9 con voto 5.
Male ma non malissimo.

speriamo nel 2016

buon anno cari blogger :-)



mercoledì 10 febbraio 2016

libro di DICEMBRE - La stranezza che ho nella testa - Orhan Pamuk

Buon natale cari blogger, eccoci qui appesantiti da abbondanti libagioni a commentare l'ultimo libro di questo 2015.

Affrontiamo un premio nobel, vediamo di ricordarcelo...

Il romanzo racconta la vita di un uomo qualunque. Fedele all'idea che ogni vita valga la pena d'essere raccontata e che se a farlo è un vero bardo, può anche risultare avvincente?
Mah... non saprò mai cosa ha spinto il signor Orhan a scrivere questa storia.

Qui si racconta di Mevlut, di come da giovane lascia il suo paesello per raggiungere il padre, venditore ambulante di yogurt e boza (bevanda leggermente alcolica),  a Instanbul.

Lo seguiamo nella sua vita da studente, con le sue amicizie con giovani idealisti.
Lo seguiamo nei suoi giovanili tormenti amorosi, con corteggiamento d'altri tempi e con lieto fine a sorpresa.
Lo seguiamo nel percorrere le orme del padre come venditore ambulante.
Lo seguiamo cimentarsi e fallire in vari altri lavori.

Osserviamo il contorno di questa sua vita.
Fatto da una città che esplode durante la sua vita, passando da tre a tredici milioni di abitanti.
Fatto da legami familiari indissolubili, che ne condizionano, volente o nolente, nel bene e nel male, la sua vita.

Osserviamo una società e le sue regole a noi ormai estranee, appartenenti sì al ns passato, ma oramai aliene. Fa specie vedere che regole sociali presenti nell'Italia anteguerra (anche se di recente ho scoperto che alcune abitudini ci sono state fino al 65*), siano ancora radicate nella Turchia degli anni 80.

Il romanzo viene scritto come un moderno documentario/reality, dove ci sono le interviste singole che inframmezzano il racconto.
Quindi, di quando in quando, conosciamo il punto di vista della moglie, del cognato, dello zio, dell'amico, dei cugini, delle mogli dei cugini etc. etc.
Tutti raccontano in prima persona.
Se questo stile rende apprezzabile e scorrevole la lettura, l'emulare alle volte "nonno Simpson" nel raccontare alcuni episodi, la rende a sua volta tediosa oltre il limite dell'umana pazienza.

Per i pochi che non seguono i Simpson (si fa sempre in tempo a rimediare), "Grampa" ha l'abitudine di fare circonlocuzioni infinite prima di arrivare al punto, aprendo una parentesi via l'altra nel discorso. Dopo un po', se non lo si è ammazzato, si smette d'ascoltare.

Arrivato alla fine, confesso che non mi sono affezionato a Mevlut, ne alle sue vicende.
Questa epopea, non mi è parsa tale.
Non è un libro per sognare.

Voto 5.

Un lettore.


*curiosi vero? immagino vogliate sapere quali abitudini.
Non posso deludervi cari affezionati lettori del mangialibro.
Mi riferisco al rapire una ragazza: scopo matrimonio.
Ero convito che si facessero sempre in accordo questi ratti, ma di recente ho letto che non sempre la giovane era consenziente.
A volte subiva e doveva accettare le nozze riparatorie per ritrovare l'onore, altrimenti restava "svergognata" ed emarginata dalla società.
Diventata famosa una donna, Franca Viola, che nel 65 (del ventesimo secolo - sigh!) non accettò le regole sociali dominanti e denuncio il rapitore.
Il quale venne condannato per rapimento e stupro. Da lì si aprì un mondo di novità per le giovani.
Rimasi basito a dir poco nel leggere la data dell'evento (?!?)