venerdì 6 novembre 2015

libro di OTTOBRE - Finzioni - Jorge Luis Borges

Buonasera blogger, questo mese il club ha pervertito il suo spirito prettamente ludico dedicandosi ad un Maestro. 
Con estrema delicatezza sfioro i tasti, timoroso della forma che potrebbe prendere il nero sul bianco, definendo in maniera indelebile i contorni della mia inadeguatezza.
Bando ai timori, raccogliamo il coraggio e spendiamo qualche parola su quella che è stata definita da vari critici come la migliore opera di Borges. 

Sarò quanto mai breve...

Parto dai lati negativi (stasera si è sellato ronzinante a quanto pare): in alcuni racconti è piuttosto noioso. 
Si percepisce di star leggendo qualcosa di geniale, ma... senza una dovuta spiegazione o un tutorial, ci si perde, si fatica a cogliere i vari eruditi riferimenti.
I racconti più originali mancano d'attrattiva e coinvolgimento per un lettore medio (basso). 
Qualcuno cresciuto in una periferia di una cittadina periferica ad una metropoli li potrebbe definire "seghe mentali". 
Altri, si limiterebbero ad un: geniali ed originali invenzioni di una mente completamente posseduta dall'immaginifico.

Passiamo ai lati positivi... come cazzo scrive. 
Poesia ad ogni angolo, metafore in ogni dove, pennellate che colorano un mondo grigio. 
Personalmente farò mie, anzi, già messo via un paio di definizioni che mi hanno lasciato ammaliato. 
Ovviamente, citerò sempre l'origine, la verità va rispettata. 

Ho letto che in argentina Borges è considerato un assassino di scrittori, nel senso, che ha posto l'asticella così in alto che molti desistono. 
Bene, c'è sempre bisogno di lettori. 

un lettore. 



come dite? il voto. 
beh...  
internet ha regalato a tutti (o quasi) una libertà enorme. 
Una forma di riguardo verso questo privilegio è rispettarne i confini. Uno di questi è la decenza. 
Dare un pubblico voto a Borges offenderebbe entrambi.