Buone feste cari internauti, per natale i membri del club del libro si sono, a sorte, regalati un libro.
Ciò che ci difetta in originalità viene compensato dalla passione.
A me è toccato questo delicato racconto, ambientato nel 1953 sulle rive del lago di Como, in un piccolo paesino.
Più di un sorriso sorge spontaneo leggendo le gesta di questa varia umanità, non manca nessuno stereotipo, le beghine che s'interessano (anche troppo) alle altrui vicende, il prevosto con la perpetua, i carabinieri, il farmacista, l'oste, la strega, gli artigiani, il sindaco, la lògia (andrebbe scritta con un O con sopra 2 puntini, ma non ho idea di come fare per trovare quel carattere nella mia tastiera).
Il tutto comincia con un gesto che è di solidarietà, ma si sa, l'inferno è lastricato di buone intenzioni. Dalla sincera preoccupazione per l'assenza di un concittadino si passa all'interessarsi un po' troppo delle sue vicende, esercizio questo che occupa buona parte del paese, uomini e donne divisi nelle indagini. Loro devono sapere perché il Toni non dorme a casa il venerdì notte e perché la Clara, la moglie del Toni (per i pochi che non lo sanno), è anch'essa assente quella notte.
Da qui partiamo per arrivare, passando per un morto (la curiosità uccide il gatto), ad un amore che si realizza.
Tenerezza si prova leggendo di questo microcosmo, visti così da lontano certi umani e le loro vicende risultano simpatici, probabilmente dal vivo si soffocherebbe.
Un romanzo che inizia sul lago di Como, quando mai si era visto nella letteratura italiana, che bell'idea.
;-)
E' natale non si danno voti.
Un lettore
domenica 28 dicembre 2014
mercoledì 17 dicembre 2014
Sventura - Chuck Palahniuk
Gentili Tweeter,
... Tweeter?
Beh è cosi che comincia praticamente ogni capitolo del libro.
Personalmente preferisco: "Buongiorno internauti".
Anche se non l'ho mai utilizzato, ma l'ho dentro. Prometto che, magari, in un futuro non troppo lontano, potrei iniziare con tale incipit i miei post. eeeh!!! ;-)
Svelato questo primo indizio del libro, ecco il seguito.
Tutto il libro è scritto come se fosse un blog tenuto dalla protagonista.
Una tredicenne che muore (in un libro precedente, qui è già morta, cavoli devo leggere anche l'altro e sperare non sia una trilogia) e ritorna sulla terra sottoforma di fantasma, o ectoplasma come amavano chiamarli i meravigliosi ghostbuster degli ancora più meravigliosi anni '80.
Cosa ci racconta questa vergine (lei ci tiene a farcelo sapere d'esserlo) tredicenne?
Beh, una storia assurda, sembra scritta da Stefano Benni, ma con l'aggiunta di cinismo e splatter...ismo.
Come tutte le storie assurde t'incatena facendoti felice prigioniero e lasciandoti solo alla parola fine.
Argomenti trattati dal libro:
- le religioni e l'assurdità che rappresentano, agli occhi di un miscredente ovviamente, non vorrei
apparir blasfemo e offendere nessuna sentinella in piedi o similare
- la facilità con la quale si è portati a credere a qualsiasi stronzata - questo vocabolo è una mia scelta personale - quando non si ha un vero (?) dio in cui credere e quindi si è facili preda di falsi profeti
- dal rapporto genitori figli
- del dramma di sopravvivere al proprio figlio
- del dolore che si prova nel non ricevere attenzioni e amore desiderati
- del sembrare quel che non si è perché non si possono raccontare le ragioni del proprio nascosto dolore
- delle apparenze che ci ingannano e tali inganni diventano segrete e inconfessabili convinzioni per anni
- dell'ironia come arma e corazza
Note positive: si ride
Note negative: non si piange
Note: il burinismo e la sua filosofia.
gentile tweeter, se vuoi sapere i dogmi del burinismo, devi assolutamente leggere il libro, non
siamo al livello dei pastafariani, perchè non è religione parodistica, ma un sorriso te lo ruba.
&
perle disseminate qui e lì, personalmente rubo e farò mia questa frase:
" le religioni esistono perchè le persone preferiscono una risposta sbagliata all'assenza di
risposta".
( se mai dovessi bruciare in eterno in un qualche inferno per tale scelta, spero lascino tenere
un blog, da cui uno scrittore con particolari doti di sensitivo ricaverà un libro ricevendone un accusa di plagio e... )
Gentili tweeter, altro non vi svelo, chiudo raccomandandovi questa lettura e augurandovi buone feste.
voto: 8,5
... Tweeter?
Beh è cosi che comincia praticamente ogni capitolo del libro.
Personalmente preferisco: "Buongiorno internauti".
Anche se non l'ho mai utilizzato, ma l'ho dentro. Prometto che, magari, in un futuro non troppo lontano, potrei iniziare con tale incipit i miei post. eeeh!!! ;-)
Svelato questo primo indizio del libro, ecco il seguito.
Tutto il libro è scritto come se fosse un blog tenuto dalla protagonista.
Una tredicenne che muore (in un libro precedente, qui è già morta, cavoli devo leggere anche l'altro e sperare non sia una trilogia) e ritorna sulla terra sottoforma di fantasma, o ectoplasma come amavano chiamarli i meravigliosi ghostbuster degli ancora più meravigliosi anni '80.
Cosa ci racconta questa vergine (lei ci tiene a farcelo sapere d'esserlo) tredicenne?
Beh, una storia assurda, sembra scritta da Stefano Benni, ma con l'aggiunta di cinismo e splatter...ismo.
Come tutte le storie assurde t'incatena facendoti felice prigioniero e lasciandoti solo alla parola fine.
Argomenti trattati dal libro:
- le religioni e l'assurdità che rappresentano, agli occhi di un miscredente ovviamente, non vorrei
apparir blasfemo e offendere nessuna sentinella in piedi o similare
- la facilità con la quale si è portati a credere a qualsiasi stronzata - questo vocabolo è una mia scelta personale - quando non si ha un vero (?) dio in cui credere e quindi si è facili preda di falsi profeti
- dal rapporto genitori figli
- del dramma di sopravvivere al proprio figlio
- del dolore che si prova nel non ricevere attenzioni e amore desiderati
- del sembrare quel che non si è perché non si possono raccontare le ragioni del proprio nascosto dolore
- delle apparenze che ci ingannano e tali inganni diventano segrete e inconfessabili convinzioni per anni
- dell'ironia come arma e corazza
Note positive: si ride
Note negative: non si piange
Note: il burinismo e la sua filosofia.
gentile tweeter, se vuoi sapere i dogmi del burinismo, devi assolutamente leggere il libro, non
siamo al livello dei pastafariani, perchè non è religione parodistica, ma un sorriso te lo ruba.
&
perle disseminate qui e lì, personalmente rubo e farò mia questa frase:
" le religioni esistono perchè le persone preferiscono una risposta sbagliata all'assenza di
risposta".
( se mai dovessi bruciare in eterno in un qualche inferno per tale scelta, spero lascino tenere
un blog, da cui uno scrittore con particolari doti di sensitivo ricaverà un libro ricevendone un accusa di plagio e... )
Gentili tweeter, altro non vi svelo, chiudo raccomandandovi questa lettura e augurandovi buone feste.
voto: 8,5
domenica 30 novembre 2014
libro di NOVEMBRE - Avventure della ragazza cattiva - Mario Vargas Llosa
Se siete sognatori idealisti romantici, se in un libro cercate fughe e onirici non luoghi, questo è il libro che fa per voi.
Eh già, il contrario di quanto ci era capitato il mese precedente. Vuoi vedere che il Destino è bilancia?
Il "nino bueno" è la voce narrante, la "nina mala" è la reale protagonista della storia.
Cosa ci racconta il nino? Della sua cotta adolescenziale non corrisposta... e va beh, capita.
Della scoperta, in età adulta, trovandosi in un altra città, in un altra nazione, in un altro continente, che quella fiamma non si era mai spenta, il fuoco cova sotto le ceneri, come ben sanno i pompieri e i piromani, basta un alito di vento per ravvivarlo, ed il vento in questo caso altro non è che un incontro imprevisto con la nina. Fortunatamente... capita.
Ma si sa', il vento non si imbriglia, ardente e solitario rimane il ns nino mentre un oceano torna a separare il suo cuore dal suo desiderio.
Non avendone i mezzi e forse nemmeno la volontà di spegnere completamente tale incendio, il nino lo tramuta in fiamma pilota che illumina fiocamente il suo viaggio.
Anzi il suo inconscio restar immobile e in attesa sulla sponda del fiume.
Il vento fa il suo giro e torna, purtroppo un anello ne adorna l'anulare sinistro. Purtroppo... capita.
Il nino canta il suo amore, la nina lo ascolta.
Incoraggiandolo? Ingannandolo? Illudendolo?
Si diceva del vento, che passa e lascia sul posto quel che ha trovato, ma trasformato.
Qui un amante ferito e un marito tradito e abbandonato. Alle volte... capita.
Si dice che quel che non uccide fortifica (per me ferisce), fatto sta che il nino si muove e muovendosi chi potrà mai incontrare d'inatteso? Vuoi dire che capita?
Cambiato il nino, cambiato il luogo, non cambia l'ammennicolo che adorna l'anulare.
Il nino canta il suo amore, la nina lo ascolta. Film già visto? Capita!
Può durare? si vabbè, venghino siore e siori, altro giro altra corsa (quella della nina).
Corri e corri, la nina si innamora (?), no lettore, non del ns nino, sii serio per favore.
Si innamora di chi la farà soffrire. Capita...
Il resto lo si trova nel libro.
Il nino nasce e cresce in un ambiente borghese, ha avuto tutto da giovane, può permettersi il lusso di sognare due cuori e una capanna.
E così fa, insegue il suo sogno.
La nina nasce e cresce povera in una società ultraclassista, ha visto il seguito del
"... e vissero felici e contenti" troppo da vicino.
Ha vissuto come figlia nella capanna, da quella capanna è fuggita e in quella capanna non ci vuole tornare.
Consapevole che i soldi non danno la felicità, ma certa che questa è effimera, mentre il benessere comporta tranquillità e rispetto duraturi.
Non ha dubbi su cosa inseguire.
Il nino e la nina corrono verso traguardi opposti, eppure continuano ad incontrarsi, perchè si cercano.
Perchè si cercano?
un lettore.
p.s.: voto 8 ;-)
Eh già, il contrario di quanto ci era capitato il mese precedente. Vuoi vedere che il Destino è bilancia?
Il "nino bueno" è la voce narrante, la "nina mala" è la reale protagonista della storia.
Cosa ci racconta il nino? Della sua cotta adolescenziale non corrisposta... e va beh, capita.
Della scoperta, in età adulta, trovandosi in un altra città, in un altra nazione, in un altro continente, che quella fiamma non si era mai spenta, il fuoco cova sotto le ceneri, come ben sanno i pompieri e i piromani, basta un alito di vento per ravvivarlo, ed il vento in questo caso altro non è che un incontro imprevisto con la nina. Fortunatamente... capita.
Ma si sa', il vento non si imbriglia, ardente e solitario rimane il ns nino mentre un oceano torna a separare il suo cuore dal suo desiderio.
Non avendone i mezzi e forse nemmeno la volontà di spegnere completamente tale incendio, il nino lo tramuta in fiamma pilota che illumina fiocamente il suo viaggio.
Anzi il suo inconscio restar immobile e in attesa sulla sponda del fiume.
Il vento fa il suo giro e torna, purtroppo un anello ne adorna l'anulare sinistro. Purtroppo... capita.
Il nino canta il suo amore, la nina lo ascolta.
Incoraggiandolo? Ingannandolo? Illudendolo?
Si diceva del vento, che passa e lascia sul posto quel che ha trovato, ma trasformato.
Qui un amante ferito e un marito tradito e abbandonato. Alle volte... capita.
Si dice che quel che non uccide fortifica (per me ferisce), fatto sta che il nino si muove e muovendosi chi potrà mai incontrare d'inatteso? Vuoi dire che capita?
Cambiato il nino, cambiato il luogo, non cambia l'ammennicolo che adorna l'anulare.
Il nino canta il suo amore, la nina lo ascolta. Film già visto? Capita!
Può durare? si vabbè, venghino siore e siori, altro giro altra corsa (quella della nina).
Corri e corri, la nina si innamora (?), no lettore, non del ns nino, sii serio per favore.
Si innamora di chi la farà soffrire. Capita...
Il resto lo si trova nel libro.
Il nino nasce e cresce in un ambiente borghese, ha avuto tutto da giovane, può permettersi il lusso di sognare due cuori e una capanna.
E così fa, insegue il suo sogno.
La nina nasce e cresce povera in una società ultraclassista, ha visto il seguito del
"... e vissero felici e contenti" troppo da vicino.
Ha vissuto come figlia nella capanna, da quella capanna è fuggita e in quella capanna non ci vuole tornare.
Consapevole che i soldi non danno la felicità, ma certa che questa è effimera, mentre il benessere comporta tranquillità e rispetto duraturi.
Non ha dubbi su cosa inseguire.
Il nino e la nina corrono verso traguardi opposti, eppure continuano ad incontrarsi, perchè si cercano.
Perchè si cercano?
un lettore.
p.s.: voto 8 ;-)
martedì 4 novembre 2014
libro di OTTOBRE - Il lungo sguardo - Elizabeth Jane Howard
Se siete sognatori idealisti romantici, se in un libro cercate
fughe e onirici non luoghi, questo non fa per voi, o forse,
è proprio quel che più vi serve.
Divaghiamo brevemente; spendendo parole d'elogio per lo stile
di scrittura, ma assolto tale dovere, torniamo alle emozioni di cui
sono intrise le pagine di questo libro.
Qui si racconta di quanto si possa soffrire a causa altrui ma anche nostra.
Questo non è dolore epico, nessun Odisseo che agogna il suo ritorno a casa,
questa è la mestizia quoditiana d'esser dentro una vita infelice condivisa con
chi dovremmo tenere lontano e della cui lontananza emotiva ci doliamo.
Fili invisibili ci legano al nostro innocente carnefice al contempo nostra
vittima .
Da qui si parte per poi volgere un lungo sguardo a ritroso nel tempo,
verso il punto di partenza e spiegazione (e assoluzione?)
di ciò che si è diventati.
Mai in questo viaggio si ha un momento di tenera pace, di condivisione
dell'altrui destino, la solitudine di quella vita non prevede che le nostre
anime possano entrarvi e farne parte.
Una scelta è stata fatta, non c'è posto per nessuno, nessuno si vuole e
nessuno si attira.
Se non alla fine, che poi è l'inizio, qui dove c'è l'innocenza pura,
trova spazio la nostra solidarietà, i cuori palpitano tifosi, pur
conoscendo l'amaro che ne seguirà.
Si prova una vivida rabbia nel vedere che la verità non viene urlata
e difesa, osserviamo, spettatori muti, come il dolore, figlio della
delusione, fa accettare mestamente l'ingiusto, una ritirata silenziosa
il triste epilogo.
Qui si chiude il cerchio, vediamo come il dolore, la delusione
e la solitudine, i peggiori consiglieri della nostra vita, ci facciano
fare sempre la scelta peggiore.
un lettore
mercoledì 8 ottobre 2014
Il corpo non dimentica - Violetta Bellocchio
"Leggendo una biografia ci si dovrebbe ricordare che la verità non è fatta per essere raccontata".
Lessi questa frase in giovane età, non ne ricordo l'autore, sicuramente qualcuno più saggio e realista di me, perché, seppur condividendone il contenuto, soprattutto pensando alla mia di vita e alle cose che non racconterei (mai), non l'ho mai applicata, anzi, le biografie continuano ad affascinarmi.
Ultima in ordine di tempo, quella che da' il titolo a questo post.
Voto 8 (pieno, tondo).
Veniamo alla trama, non vi svelo il finale (in cui lei ovviamente muore) per non rovinarvi l'eventuale lettura.
Violetta inizia a bere, un po' come tutte le persone normali, verso i 16/17 anni, finché arrivata a 25 non diventa dipendente, lo è fino ai 28, poi si reca dagli AA e smette. A 36 anni, scrive questo libro per raccontarci la sua storia.
Cruda, diretta, sincera, semplicemente umana. Un raccontarsi che è al contempo terapia per se stessa, un viaggio per comprendere i perché di quei tre anni, di cui non ha praticamente memoria, se non immagini spezzate e sconnesse fra loro. Realizzare chi è oggi e chi era allora, per completare una guarigione e crescita interiore non conclusa semplicemente affrancandosi dalla dipendenza.
E' necessario capire e capirsi. Il suo corpo conservava il ricordo di quegli anni e lei con quel corpo ci doveva vivere ogni giorno, ed ogni giorno le ricordava con violenza un passato che non si poteva semplicemente cancellare o dimenticare "smettendo", era necessario un tuffo nelle profondità dell'io.
Scrivendo, si scopre a se stessa. Scrivendole, dicendole, affermandole, le cose di colpo diventano vere, non basta pensarle, devono uscire da noi, abbiamo bisogno d'averle davanti per guardale negli occhi, per accettarle come verità.
Probabilmente la frase iniziale continua ad essere vera, non tutta la verità sarà presente in questo libro, ma è altrettanto sicuro che molta ve ne è ed è raccontata con dura tenerezza.
Grazie Violetta.
Un lettore
venerdì 3 ottobre 2014
libro di SETTEMBRE - L'amore fatale - Ian Mcewan
Partiamo dall'inizio, non che sia un obbligo, ma in questo caso è l'inizio la parte che più colpisce.
Qui abbiamo l'evento scatenante "dell' amore fatale", dispiegato questo poi per il resto del libro.
Per descrivere l'accaduto Ian ci mette una quarantina di pagine, quando una qualsiasi persona ne avrebbe impiegate... vogliamo fare una, due in caso di logorrismo incontenibile.
Dice, non dice, insinua, lascia intendere, va avanti, torna indietro, il tutto con un lessico da vero maestro.
Un inizio che ami o che ti fa chiudere il libro.
Personalmente ero ammirato da cotanto esercizio, non potevo non riconosce nello stile di scrittura una vera maestria, al contempo però l'ho odiato, strappava la carne dagli ossi quel non dire mai; non arrivare al punto non far sapere se alla fine moriva o no.
Ma c'è l'ho fatta, ho concluso il primo capitolo, esultato alla morte dell'innocente di turno (quale non ve lo dico, "spoilerare" non è bello fra gentlemen) ed ero pronto al racconto.
Di cosa parla il libro?
All'apparenza si direbbe la follia umana, o meglio, uno dei tanti aspetti che può assumere.
Invece il tema del libro in realtà è "il caso".
Come le vite delle persone siano deviate, spesso più dal caso che non da attente e ponderate sagge pianificazioni.
Foglie senza ramo esposte ai capricci del vento ci ritroviamo in luoghi solo all'apparenza scelti, vicini a persone incontrate non per nostra volontà. Il restar loro vicine, questo sì, lo si sceglie, ma poi, tutto torna in mano al caso. Abbiamo per Dio dei dadi? (sempre meglio di un piatto di spaghetti al sugo con polpette).
Chissà se l'intenzione dell'autore era di fare del "caso" il tema centrale del libro, distraendo con l'ossessione amorosa, oppure è solo un caso che il caso rientri in così tanti eventi da averci fatto pensare al caso.
Se fosse vivo potremmo chiederlo all'autore, se fosse morto potremmo cercare delle interviste sperando di trovarne una su questo libro, se andassi su wikipedia saprei lo stato di salute dell'autore, ma in questi giorni wiki chiede soldi, preferisco stargli lontano, come quando cambio strada alla vista di un operatore di questua, ma forse no, forse un contributo al wiki lo mollo.
Sì, lo so', caro affezionato lettore del blog, sto divagando e non giungo al punto al quale tieni più di tutto. Fremi per sapere com'è andata la votazione del "mio" libro e io qui a parlarti di calcio, ricette e alieni, tutto pur di rimandare l'inevitabile.
Ebbene sì, non è andata benissimo, anzi, direi proprio male. Il voto peggiore nella storia del club.
Abbiamo fatto peggio dei 12 precedenti, gli unici a non arrivare alla sufficienza ( ci vorrebbe un tiramisù consolatorio)
Comeeeee? (avrai pensato) con un titolo così "accattivante".
Eh sì, è andata così.
L'amore non era quello che fa sospirare, il fatale non era Sharon Stone su di una sedia in un commissariato...
Racimolato un misero 5.93, manco fossimo una bionda ad un esame di matematica (*).
I più attenti avranno senz'altro notato che nel post di presentazione dei 3 libri spiegavo che li avevo scelti a caso, il tema del libro scelto è il caso.
Sarà mica un caso?
giovedì 25 settembre 2014
Libro di SETTEMBRE
Ogni mese la domanda è sempre la stessa...
perché hai scelto quel libro?
Quando va bene, perché si corre il rischio di sentirsi chiedere una giustificazione per tutti e 3 i libri proposti.
Questo mese il caso, sotto forma di sito a selezione casuale, mi ha scelto per rispondere a tale impegnativo quesito.
Impegnativo per chi, come me, non ha una risposta all'altezza di un club che si rispetti.
Ma devo pur darla, quindi eccola...
Facciamo un passo indietro e ricordiamo ai più distratti membri del club ed a eventuali, quanto improbabili, lettori del blog, quali sono stati i libri da me proposti per il mese di settembre:
- il corpo non dimentica - Violetta Bellocchio
- l'amore fatale - Ian Mcewan
- l'ultimo testamento della bibbia - James Frey
ha vinto per 4 voti a zero (per entrambi gli altri 2) il caro vecchio Ian.
Certo mancano due voti all'appello, ma ormai era inutile votare a risultato acquisito e a nessuno importa cosa sarebbe stato votato, se non
a qualche maniaco pignolo e petulante.
a qualche maniaco pignolo e petulante.
Assolta la parte statistica dell'evento, rieccoci al quesito iniziale, perché proprio questi 3?
Ascoltando i commenti di altri lettori, chiedendo ad amici nomi di autori o libri che li avessero appassionati.
Leggendo casualmente recensioni su riviste generaliste in sale d'aspetto specialistiche.
Questo brodo d'intenzioni ha prodotto in modo assolutamente casuale questi tre candidati, un po' come si è sviluppata la vita sulla terra (ops, spero di non aver offeso nessun creazionista ne pastafariano, è solo una faceta similitudine).
Per me tre perfetti sconosciuti, ma mi piace provare facendo un salto nel buio, la cosa peggiore che può capitare è che il libro sia brutto.
Ma ci sarà sempre un libro bello ad attenderci dopo, quindi...
I libri li ho presi tutti e tre, voglio comunque leggere anche i due "perdenti".
Spero vivamente sia stato apprezzato il libro di questo mese, non tanto per me, ma per le "socie" del club, in questi mesi ho visto quanto ci tengono al libro del mese.
Mancano minino 6 mesi alla possibilità che possa proporre altri libri, l'esplorazione continua instancabile, un titolo l'ho già trovato, altri mi verranno a cercare.
ringrazio d'essere un lettore.
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