Buone feste cari internauti, per natale i membri del club del libro si sono, a sorte, regalati un libro.
Ciò che ci difetta in originalità viene compensato dalla passione.
A me è toccato questo delicato racconto, ambientato nel 1953 sulle rive del lago di Como, in un piccolo paesino.
Più di un sorriso sorge spontaneo leggendo le gesta di questa varia umanità, non manca nessuno stereotipo, le beghine che s'interessano (anche troppo) alle altrui vicende, il prevosto con la perpetua, i carabinieri, il farmacista, l'oste, la strega, gli artigiani, il sindaco, la lògia (andrebbe scritta con un O con sopra 2 puntini, ma non ho idea di come fare per trovare quel carattere nella mia tastiera).
Il tutto comincia con un gesto che è di solidarietà, ma si sa, l'inferno è lastricato di buone intenzioni. Dalla sincera preoccupazione per l'assenza di un concittadino si passa all'interessarsi un po' troppo delle sue vicende, esercizio questo che occupa buona parte del paese, uomini e donne divisi nelle indagini. Loro devono sapere perché il Toni non dorme a casa il venerdì notte e perché la Clara, la moglie del Toni (per i pochi che non lo sanno), è anch'essa assente quella notte.
Da qui partiamo per arrivare, passando per un morto (la curiosità uccide il gatto), ad un amore che si realizza.
Tenerezza si prova leggendo di questo microcosmo, visti così da lontano certi umani e le loro vicende risultano simpatici, probabilmente dal vivo si soffocherebbe.
Un romanzo che inizia sul lago di Como, quando mai si era visto nella letteratura italiana, che bell'idea.
;-)
E' natale non si danno voti.
Un lettore
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