venerdì 19 febbraio 2016

MANGIALIBRO - CLASSIFICA 2015

Buon anno cari blogger, scusate il ritardo, ecco la classifica dello scorso anno del club...


TITOLOAUTOREVOTOMESE
IN FUGAALICE MUNRO7,80MAGGIO
LA REGOLA DELL'EQUILIBRIOGIANRICO CAROFIGLIO7,43MARZO
VERGINE GIURATAELVIRA DONES6,79APRILE
IL GIGANTE SEPOLTOKAZUO JSHIGURO6,64NOVEMBRE
FINZIONIJORGE LUIS BORGES6,5OTTOBRE
LA RAGAZZA DEL TRENOPAULA HAWKINS6,43SETTEMBRE
LA STRANEZZA CHE HO NELLA TESTAORHAN PAMUK6,07DICEMBRE
BELLEZZA E TRISTEZZAKAWABATA YASUNARI6GIUGNO
PAURA DI VOLAREERIKA JONG4,07FEBBRAIO







commenti: speriamo in meglio nel 2016.



domenica 14 febbraio 2016

CLASSIFICA 2015

Buon anno cari blogger, come da tradizione, ecco la mia personalissima classifica dell'anno appena trascorso...



TITOLOAUTOREVOTOMESE
VERGINE GIURATAELVIRA DONES9APRILE
LA RAGAZZA DEL TRENOPAULA HAWKINS8,5SETTEMBRE
BELLEZZA E TRISTEZZAKAWABATA YASUNARI7,5GIUGNO
FINZIONIJORGE LUIS BORGES7OTTOBRE
IL GIGANTE SEPOLTOKAZUO ISHIGURO7NOVEMBRE
PAURA DI VOLAREERIKA JONG6,5FEBBRAIO
LA REGOLA DELL'EQUILIBRIOGIANRICO CAROFIGLIO6MARZO
LA STRANEZZA CHE HO NELLA TESTAORHAN PAMUK5DICEMBRE
IN FUGAALICE MUNRO5MAGGIO







Commenti... 
- rispetto al 2014, è stato un anno decisamente peggiore, media voti molto più bassa conferma la mia impressione generale, i libri del 2015 mi sono piaciuti meno rispetto a quelli dell'anno precedente.
- ripensando ai libri e ai voti, rivedrei qualcosa:
  - il secondo posto è immeritato, oggi gli darei un 5.
  - il primo posto si può confermare, ma con un 8.
  - paura di volare, scivola in penultima posizione con un 5.
il che porterebbe ad un totale di 4 libri su 9 con voto 5.
Male ma non malissimo.

speriamo nel 2016

buon anno cari blogger :-)



mercoledì 10 febbraio 2016

libro di DICEMBRE - La stranezza che ho nella testa - Orhan Pamuk

Buon natale cari blogger, eccoci qui appesantiti da abbondanti libagioni a commentare l'ultimo libro di questo 2015.

Affrontiamo un premio nobel, vediamo di ricordarcelo...

Il romanzo racconta la vita di un uomo qualunque. Fedele all'idea che ogni vita valga la pena d'essere raccontata e che se a farlo è un vero bardo, può anche risultare avvincente?
Mah... non saprò mai cosa ha spinto il signor Orhan a scrivere questa storia.

Qui si racconta di Mevlut, di come da giovane lascia il suo paesello per raggiungere il padre, venditore ambulante di yogurt e boza (bevanda leggermente alcolica),  a Instanbul.

Lo seguiamo nella sua vita da studente, con le sue amicizie con giovani idealisti.
Lo seguiamo nei suoi giovanili tormenti amorosi, con corteggiamento d'altri tempi e con lieto fine a sorpresa.
Lo seguiamo nel percorrere le orme del padre come venditore ambulante.
Lo seguiamo cimentarsi e fallire in vari altri lavori.

Osserviamo il contorno di questa sua vita.
Fatto da una città che esplode durante la sua vita, passando da tre a tredici milioni di abitanti.
Fatto da legami familiari indissolubili, che ne condizionano, volente o nolente, nel bene e nel male, la sua vita.

Osserviamo una società e le sue regole a noi ormai estranee, appartenenti sì al ns passato, ma oramai aliene. Fa specie vedere che regole sociali presenti nell'Italia anteguerra (anche se di recente ho scoperto che alcune abitudini ci sono state fino al 65*), siano ancora radicate nella Turchia degli anni 80.

Il romanzo viene scritto come un moderno documentario/reality, dove ci sono le interviste singole che inframmezzano il racconto.
Quindi, di quando in quando, conosciamo il punto di vista della moglie, del cognato, dello zio, dell'amico, dei cugini, delle mogli dei cugini etc. etc.
Tutti raccontano in prima persona.
Se questo stile rende apprezzabile e scorrevole la lettura, l'emulare alle volte "nonno Simpson" nel raccontare alcuni episodi, la rende a sua volta tediosa oltre il limite dell'umana pazienza.

Per i pochi che non seguono i Simpson (si fa sempre in tempo a rimediare), "Grampa" ha l'abitudine di fare circonlocuzioni infinite prima di arrivare al punto, aprendo una parentesi via l'altra nel discorso. Dopo un po', se non lo si è ammazzato, si smette d'ascoltare.

Arrivato alla fine, confesso che non mi sono affezionato a Mevlut, ne alle sue vicende.
Questa epopea, non mi è parsa tale.
Non è un libro per sognare.

Voto 5.

Un lettore.


*curiosi vero? immagino vogliate sapere quali abitudini.
Non posso deludervi cari affezionati lettori del mangialibro.
Mi riferisco al rapire una ragazza: scopo matrimonio.
Ero convito che si facessero sempre in accordo questi ratti, ma di recente ho letto che non sempre la giovane era consenziente.
A volte subiva e doveva accettare le nozze riparatorie per ritrovare l'onore, altrimenti restava "svergognata" ed emarginata dalla società.
Diventata famosa una donna, Franca Viola, che nel 65 (del ventesimo secolo - sigh!) non accettò le regole sociali dominanti e denuncio il rapitore.
Il quale venne condannato per rapimento e stupro. Da lì si aprì un mondo di novità per le giovani.
Rimasi basito a dir poco nel leggere la data dell'evento (?!?)