giovedì 29 settembre 2016

Libro di SETTEMBRE - Il cappotto della macellaia - Lilia Carlota Lorenzo

Buongiorno cari bloggers, questo mese saliamo sul "piroscafo del tempo" per attraversare oceano e anni per ritrovarci nel 1943 a Palo Santo, pampa argentina, luogo sconosciuto ai più ma ombelico del mondo per i suoi 207 abitanti.
Non tutti li conosceremo, ma solo quelli che gravitano attorno al cappotto della macellaia. Che poi il cappotto non è nemmeno il suo e che poi, lei, non è neanche una macellaia.
Giusto per evitare repentine accuse di "spoiler" sappiate che l'autrice chiarisce subito questo aspetto della vicenda. Forse già a pagina uno (o due, o tre... cmq abbastanza in fretta).
Lo fa quando ci presenta ad uno ad uno i personaggi del racconto, tanto per farci immedesimare nello spirito di Palo Santo, lì, si conoscono tutti, giusto che anche noi, per una maggiore comprensione, ci si immerga nell'essenza di quel tempo e luogo.

L'insoddisfazione regna sovrana, nessuno è contento di quel che è e di quel che ha. Condizione costante della natura umana? Difetto, se non generalizzato, ampiamente diffuso?
L'erba del vicino è sempre più verde, o peggio, nemmeno ci rendiamo conto d'averlo un giardino.
Osservarla così la vita, questa meravigliosa e probabilmente irripetibile avventura, mette tristezza.
Malinconia figlia della consapevolezza dello spreco a cui si assiste, alle volte per futili motivi, dove spesso il superfluo diventa fondamentale e indispensabile, altre dove la debolezza ci crea immaginarie catene che ci legano a luoghi e persone che ci rendono infelici.
Contemporaneamente questi personaggi ci appaiono talmente grotteschi da farli considerare ridicoli.
Di sorriso in sorriso arriviamo al finale, dove scopriamo che non tutto è quel che sembra e che l'assassino che stavamo aspettando ed il suo movente mai l'avremmo immaginato.
Perché aspettiamo un assassino? Perché l'autrice nella dedica iniziale scrive questo:
"A mia madre e a mia nonna,
  che mi hanno raccontato i fatti.
Il paese, l'assassinio, la sarta, il macellaio
e il cappotto sono veramente esistiti.
Il resto é frutto della mia immaginazione".

Una gran bella immaginazione.

Voto 7,5

un lettore