Qui abbiamo l'evento scatenante "dell' amore fatale", dispiegato questo poi per il resto del libro.
Per descrivere l'accaduto Ian ci mette una quarantina di pagine, quando una qualsiasi persona ne avrebbe impiegate... vogliamo fare una, due in caso di logorrismo incontenibile.
Dice, non dice, insinua, lascia intendere, va avanti, torna indietro, il tutto con un lessico da vero maestro.
Un inizio che ami o che ti fa chiudere il libro.
Personalmente ero ammirato da cotanto esercizio, non potevo non riconosce nello stile di scrittura una vera maestria, al contempo però l'ho odiato, strappava la carne dagli ossi quel non dire mai; non arrivare al punto non far sapere se alla fine moriva o no.
Ma c'è l'ho fatta, ho concluso il primo capitolo, esultato alla morte dell'innocente di turno (quale non ve lo dico, "spoilerare" non è bello fra gentlemen) ed ero pronto al racconto.
Di cosa parla il libro?
All'apparenza si direbbe la follia umana, o meglio, uno dei tanti aspetti che può assumere.
Invece il tema del libro in realtà è "il caso".
Come le vite delle persone siano deviate, spesso più dal caso che non da attente e ponderate sagge pianificazioni.
Foglie senza ramo esposte ai capricci del vento ci ritroviamo in luoghi solo all'apparenza scelti, vicini a persone incontrate non per nostra volontà. Il restar loro vicine, questo sì, lo si sceglie, ma poi, tutto torna in mano al caso. Abbiamo per Dio dei dadi? (sempre meglio di un piatto di spaghetti al sugo con polpette).
Chissà se l'intenzione dell'autore era di fare del "caso" il tema centrale del libro, distraendo con l'ossessione amorosa, oppure è solo un caso che il caso rientri in così tanti eventi da averci fatto pensare al caso.
Se fosse vivo potremmo chiederlo all'autore, se fosse morto potremmo cercare delle interviste sperando di trovarne una su questo libro, se andassi su wikipedia saprei lo stato di salute dell'autore, ma in questi giorni wiki chiede soldi, preferisco stargli lontano, come quando cambio strada alla vista di un operatore di questua, ma forse no, forse un contributo al wiki lo mollo.
Sì, lo so', caro affezionato lettore del blog, sto divagando e non giungo al punto al quale tieni più di tutto. Fremi per sapere com'è andata la votazione del "mio" libro e io qui a parlarti di calcio, ricette e alieni, tutto pur di rimandare l'inevitabile.
Ebbene sì, non è andata benissimo, anzi, direi proprio male. Il voto peggiore nella storia del club.
Abbiamo fatto peggio dei 12 precedenti, gli unici a non arrivare alla sufficienza ( ci vorrebbe un tiramisù consolatorio)
Comeeeee? (avrai pensato) con un titolo così "accattivante".
Eh sì, è andata così.
L'amore non era quello che fa sospirare, il fatale non era Sharon Stone su di una sedia in un commissariato...
Racimolato un misero 5.93, manco fossimo una bionda ad un esame di matematica (*).
I più attenti avranno senz'altro notato che nel post di presentazione dei 3 libri spiegavo che li avevo scelti a caso, il tema del libro scelto è il caso.
Sarà mica un caso?
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