martedì 4 novembre 2014

libro di OTTOBRE - Il lungo sguardo - Elizabeth Jane Howard


Se siete sognatori idealisti romantici, se in un libro cercate
fughe e onirici non luoghi, questo non fa per voi, o forse, 
è proprio quel che più vi serve. 
Divaghiamo brevemente; spendendo parole d'elogio per lo stile 
di scrittura, ma assolto tale dovere, torniamo alle emozioni di cui 
sono intrise le pagine di questo libro. 
Qui si racconta di quanto si possa soffrire a causa altrui ma anche nostra. 
Questo non è dolore epico, nessun Odisseo che agogna il suo ritorno a casa, 
questa è la mestizia quoditiana d'esser dentro una vita infelice condivisa con 
chi dovremmo tenere lontano e della cui lontananza emotiva ci doliamo.
Fili invisibili ci legano al nostro innocente carnefice al contempo nostra
vittima . 
Da qui si parte per poi volgere un lungo sguardo a ritroso nel tempo, 
verso il punto di partenza e spiegazione (e assoluzione?)
di ciò che si è diventati. 
Mai in questo viaggio si ha un momento di tenera pace, di condivisione 
dell'altrui destino, la solitudine di quella vita non prevede che le nostre 
anime possano entrarvi e farne parte. 
Una scelta è stata fatta, non c'è posto per nessuno, nessuno si vuole e 
nessuno si attira. 
Se non alla fine, che poi è l'inizio, qui dove c'è l'innocenza pura, 
trova spazio la nostra solidarietà, i cuori palpitano tifosi, pur 
conoscendo l'amaro che ne seguirà.
Si prova una vivida rabbia nel vedere che la verità non viene urlata
e difesa, osserviamo, spettatori muti, come il dolore, figlio della 
delusione, fa accettare mestamente l'ingiusto, una ritirata silenziosa
il triste epilogo. 
Qui si chiude il cerchio, vediamo come il dolore, la delusione 
e la solitudine, i peggiori consiglieri della nostra vita, ci facciano 
fare sempre la scelta peggiore. 


un lettore 

1 commento:

  1. Caro lettore. ..cosa aggiungere?! Bella e interessante analisi...che condivido

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