Buongiorno cari blogger, se vogliamo riassumere il libro in una parola, direi angoscia. Anche ansia andrebbe bene, e ci metterei pure paranoia.
Come dite... sono tre? Va bene dai, allora che siano tre parole.
Non siamo al livello delle tre parole che ci allietarono qualche estate fa, per i più distratti: sole, cuore, amore, ma ci accontentiamo.
Il ns ringrazionamento va a Valeria Rossi per le tre parole, ad André Brink per questo romanzo.
Sudafrica, in pieno apartheid, la vita scorre tranquilla e monotona, come sempre accade per molti.
Per la maggioranza silenziosa, che non parla, non urla, non protesta, perché in fondo sta bene.
C'è una minoranza che sta meno bene, se non proprio male, in realtà trattasi di maggioranza, se vista in termini numerici, minoranza se vista in termini di peso sociale, politico.
Il ns protagonista appartiene al primo gruppo. Persona onesta, perbene, va in chiesa la domenica, insegna in una scuola. Sposato, con figli. Normale si direbbe.
Normale in effetti, vista la sua reazione davanti all'ingiustizia.
Uomo di principi, vive e partecipa in una società della quale condivide le leggi, le abitudini e le usanze.
Crede nel sistema.
Crede nello stato.
Crede nella giustizia.
Che fare quando è lo stato ad essere ingiusto?
Che fare quando un tribunale tradisce la propria sacralità, sacrificando sull'altare dello status quo la giustizia?
Fare finta che il mondo in cui si vive sia vero, che le regole di convivenza comuni esistano ancora?
Pur sapendo che così non è, rassegnarsi a vivere in una menzogna?
Questo gli risulta impossibile, non riesce a fingere che l'elefante nel salotto non ci sia, non riesce ad ignorare la realtà vista e vissuta, non come viene raccontata per convenienza.
Dicendo che il re è nudo, rende di fatto stupidi quanti fingono non lo sia.
Non ci si fa molti amici evidenziando gli errori, un vecchio adagio orientale recita: "correggi un sapiente e lo farai ancora più sapiente, correggi uno stupido e ti farai un nemico".
Beh, qui non è che abbia cercato di correggere degli stupidi, anzi, erano molti intelligenti.
Un bel problema quando questa si abbina al cinismo.
Quindi ci troviamo in un campo di battaglia, da una parte un cittadino che lotta contro le istituzioni che pervertono l'ideale di democrazia che dovrebbero rappresentare e custodire.
Dall'altra l'apparato di uno stato deviato.
Non vi anticipo come va a finire.
Un grande racconto, per denunciare l'onta di un regime razzista.
Nonostante l'occidente abbia vissuto il nazi-fascismo e il suo orrore, questo non è bastato per impedire un altro "sonno della ragione".
A voler essere pignoli, di pennichelle l'umanità se ne sta facendo anche ora.
Possiamo solo dire grazie ai vari sonnambuli che saltuariamente si aggirano cercando di risvegliare l'umanità.
voto 8
un lettore
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