giovedì 18 maggio 2017

Libro di APRILE - Mia nonna saluta e chiede scusa - Fredrik Backman

Ciao cari affezionati blogger, ben ritrovati nel ns piccolo e intimo cyber spazio di commento.
Il titolo del mese prometteva ilarità, ha regalato commozione. 
Vai a vedere che un libro è come la vita che è come una scatola di cioccolatini: non sai mai cosa ti possa capitare. 
Per chi da bambino ha avuto una nonna qualcosa gli potrà risultare familiare, per chi no, può solo immaginare o rimpiangere l'occasione persa. Evidentemente quel cioccolatino era già stato preso.
La nonna in questione è raccontata dalla bimba protagonista del racconto e non è una nonna normale, posto che ne esistano, ma una nonna eccezionale. 
E' tale non solo perché la nipotina di otto anni la vede così, ma anche per i suoi gesti attuali e per il suo trascorso. Anche noi adulti che ne leggiamo la storia non possiamo notare una personalissima tendenza all'anticonformismo della vecchia in missione.
Già, perché una nonna è sempre in missione, ha una nipote da proteggere, se poi questa nipote è speciale; a detta della nonna, o nerd;a detta dei compagni di scuola, che la "bullizzano", o particolare, o troppo intelligente; a detta degli adulti, allora la missione è irrimandabile.
Ma questa non è la storia di una nonna che aiuta una bambina dotata. 
Questa è la storia di una nonna che manda in missione la bambina per risolvere anni di "non detto" fra gli adulti che abitano nello stesso condominio, tutti legati alla nonna in qualche modo. 
Fra questi poi, ci sono a loro volta legami forti e profondi, ferite non rimarginate.
Quando non può più farlo direttamente, la nonna manda la bambina da ognuno di loro con una lettera di scuse. 
Ogni lettera ci racconta il legame fra la persona e la nonna, i legami fra le persone. 
Ci racconta come i drammi segnino la vita. 
Ci si immerge nell'interiore del fardello che ci si porta dietro, spiegazione dell'io odierno. 
Osservare il passato per comprendere il presente.  
Ipotizza un potere terapeutico e liberatorio della parola, del perdono. 
Quest'ultimo rende finalmente liberi? 
Le sbarre che ci rinchiudono le abbiamo costruite noi con la ns immaginazione? Non sono reali?


Un libro che regala domande. 


voto 6

Un lettore 

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