Per natale il club ha pensato bene di scegliere un libro che trattasse come tema il genocidio degli Armeni (Turchia - 1915).
Probabilmente anche gli Addams avrebbero inarcato un sopracciglio per tale scelta.
Il libro, che non è un saggio ma un romanzo, si svolge su due piani temporali diversi.
Il presente narra come un autrice abbia deciso di scrivere un romanzo sull'olocausto Armeno.
Il passato è il romanzo dell'autrice.
Si è grati all'autore per tale scelta, i flashback nel presente (?) concedono un attimo di tregua dal racconto delle umane vicende di chi ha subito, vittima inerme, l'orrore della stupida crudeltà umana.
Se il romanzo ci ricorda quanto in basso possa cadere l'uomo, non si possono non notare persone che conservano la propria umanità, gentilezza, tenerezza, speranza.
Un peso sul petto che stringe il cuore ci piega su noi stessi ostacolando un respiro che a stento raggiunge i polmoni, l'aria sembra non voler restare in questo ambiente e scappa come un vomito senza scorie. Ogni ansito è percepito come fatica, il tempo di pensare BASTA e anche le lacrime fuggono da noi.
In una parola: tristezza.
Questo è quanto si prova andando avanti, questo il sentimento di cui è permeato il libro e in qualche modo si trasferisce in noi.
Da non confondere con l'infelicità, sentita invece questa, come un buco in luogo di cuore e polmoni, visualizzato come un nero profondo, precipitandoci null'altro si percepisce se non oscurità, nell'infinito sotto, intorno e sopra di noi. Nessuna luce, nessun colore, nessuna speranza.
Questo è quanto probabilmente hanno provato le vittime, come esempio per tutte, Karine, un personaggio per il quale l'autore ha scelto un destino beffardo e crudele. Uno di quei destini da far sospettare un lato sadico del proprio dio.
D'improvviso sollevati, da un fondo percepito come unico luogo, ci si ritrova a volare sulle ali della speranza. Ali che non hai creato, ali che non sapevi di poter avere, ali di cui ignoravi l'esistenza, ali per cui ringrazi un dio, perché solo un dio può tale cambiamento.
"Ali di cera che si sciolgono al sole"...
La gravità fa se stessa, l'incontro con la realtà ti spezza e ti lacera l'anima ancora una volta, l'ultima?
"Quante delusioni può sopportare un essere umano "? Questa domanda si pone un altro personaggio femminile del romanzo.
Questa domanda in fondo un po' ereditiamo.
Voto: 8
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